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Nato ad Ambato in Ecuador, il 21/04/73
Venuto in Italia da giovanissimo, alla tenera età di 5 anni, adottato da persone meravigliose mi sono sempre dedicato al mondo della comunicazione, della grafica, della fotografia.
Mi è sempre piaciuto esprimermi con le immagini e permettere alla mia creatività di poter diventare reale.
Sono l’Art Director di Effetti Visivi, uno studio fotografico associato ad altri fotografi e professionisti del settore. All’interno ci sono realtà che completano la nostra attività.
All’interno di Effetti Visivi mi occupo di partnership, web, fotografia, grafica, post produzione.
Pietro Piacenti on KYMA

DA INTERVISTA DI FOTOGRAFARE GENNAIO 2016

Come ti sei avvicinato alla fotografia?
Allora, già durante il mio periodo accademico mi occupavo di fotografia e comunicazione. Nonostante mi sia laureato con il massimo dei voti in giurisprudenza (seguendo l’indirizzo diplomatico) non ho mai avuto intenzione di esercitare, ma ho sempre rivolto il mio lavoro verso quelle che risultavano le mie più grandi passioni: la grafica, la fotografia e i computer. Già dalle superiori, le materie in cui eccellevo risultavano quelle artistiche. Il settore giuridico, comunque, è stato uno strumento in più che mi ha permesso di destreggiarmi meglio in tutta quella che è stata la carriera lavorativa. La conoscenza delle leggi, inoltre, è stata utile per trattare con clienti “turbolenti”, mio malgrado.

Qual è stato il tuo primo apparecchio fotografico?
Io nasco con la pellicola. Incomincia a scattare con le Zenca Bronica ETR, le Hasselblad, con mio padre che era appassionato incominciai con Pentax e Nikon, quelle macchine dai formati più agevoli e più alla portata di tutti. Con l’evolversi dei tempi e delle tecnologie ricordo che mi feci regalare una POLAROID ONE STEP affascinato da quelle foto quasi istantanee. Poi passai alle Sony Cyber-shot DSC-F707 per poi finire definitivamente a Canon.

In che modo hai appreso la tecnica? Hai iniziato in analogico?
Come hai potuto leggere ho incominciato con l’analogico con numerosissime macchine. Il percorso di conoscenza è incominciato sul campo per poi perfezionarsi tramite corsi di fotografia. E’ vero che la passione fa tanto ma le tecniche e gli studi sono fondamentali per fare questo mestiere

Come hai scelto il genere di fotografia che pratichi abitualmente?

In primis per passione, poi perché è quello che richiede il mercato. Oggi con il fatto che vorrebbero fare tutte le modelle o fotomodelle si fanno prevalentemente book fotografici.
Io essendo specializzato in fashion e commerciale ho scelto questa strada in primis, ma ecco che lavoro anche su matrimoni ed altre branche della fotografia.

Raccontaci la tua evoluzione professionale.
La mia evoluzione professionale parte dalla grafica e dalle arti grafiche per sfociare sulla fotografia ed unire le due professionalità insieme. Infatti oltre che fotografo sono anche postproducer e direi anche con un certo successo. Quando altri fotografi chiedono che postproduca le loro foto posso solo sentirmi orgoglioso della stima che gli altri rivolgono a me e al mio lavoro.

I tuoi rapporti con le modelle?
Io mi reputo un professionista e professionale per il modo in cui i relaziono con le modelle, modelli e con tutte quelle persone che desiderano essere immortalate da me. Sicuramente è un ambito lavorativo molto delicato e nel quale bisogna agire con regole e soprattutto con rispetto. Con tutte le persone con cui ho collaborato mi hanno colpito, perché da ognuno ho imparato qualcosa e mettere da parte il mio bagaglio personale. Poi ci sono persone con le quali il feeling è stato particolarmente inteso, sempre professionale, con le quali lavorerei altre migliaia di volte.

Parlaci delle tue doppie esposizioni.
Bella domanda. Amo ciò che è tecnico e ciò che artistico e penso che nelle doppie esposizioni si possano fondere le due cose con ottimi risultati. Ho incominciato ad appassionarmi dopo averlo visto alla trasmissione televisiva True Detective. Una volta incominciato non riesco a fare a meno di realizzarne di nuove. Spero anzi di riuscire a farne anche una Personale in chissà quale galleria. Incrocio le dita. Per ora i lavori fatti sono stati menzionati da vari siti americani che trattano di arte.

Il tuo lavoro fotografico più recente?
Il mio lavoro fotografico più recente è un redazionale di moda insieme ad un team stupendo che uscirà a breve su varie riviste di settore.

I tuoi progetti nell’immediato futuro?
Nell’immediato futuro mi aspetta Dubai. Ci stiamo evolvendo crescendo e con i numerosi servizi che offriamo e grazie ad una importantissima joint venture con un’altra società abbiamo deciso di esportare la nostra opera e la nostra arte in quella parte di globo.

Pensi che ci sia un avvenire per questa professione?
Per la professione sicuramente, si evolve, cresce si modifica. Penso che ci sia poco avvenire per chi non si adegua all’evoluzione dei tempi e delle tecnologie.

Come utilizzi la rete e quanto ti serve effettivamente?

Sono un fervido sostenitore della rete e dei social. Un ottimo strumento, se utilizzato come tale, per il lavoro e la divulgazione della propria pubblicità. I miei lavori e clienti provengono prevalentemente dai social dopo che hanno visto i miei lavori.


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